
Spiragli di luce
Non c’è un momento preciso del mia vita nel quale ho scoperto la suggestione della luce. Da sempre , fin dove arrivano i miei ricordi, sono stato incantato, soggiogato dagli effetti della luce sulla realtà circostante, come il brillare della superficie del mare, la trasparenza delle foglie contro la luce del sole e così via. Purtroppo non ho mai avuto le doti creative e le capacità tecniche per cogliere o eventualmente produrre l’essenza di questa suggestione. Ciò nonostante ci ho provato anche se con scarsi risultati estetici. Ma il mio tentativo non è stato inutile perché cercando di realizzare figurazioni del mondo visivo mi sono reso conto che attraverso le immagini, quelle che chiamo “le figure”, si stabiliscono fra le persone canali e codici di comunicazione impossibili alla sola parola. qualcuno dirà che non sto scoprendo niente di nuovo ma tanto è che per me è stata una scoperta a lungo cercata e infine scaturita come una specie di illuminazione
Ciò detto, non voglio che si pensi che ritengo incompatibili parole e immagini, come i puristi che rifiutano le contaminazioni. Tutt’altro. Non saprei come mostrare le mie fotografie e i miei disegni senza associarli ad una descrizione capace di completarne la rappresentazione e a rendere palesi le mie intenzioni e le mie aspettative. Per esempio quale aspetto della realtà voglio mettere a fuoco, in che modo approcciare un soggetto per valorizzarne la luminosità, come si da soddisfazione al bisogno incontenibile di essere originali e molto altro. Tutto ciò nel mio caso va divulgato .

In questo blog fra tutti i tipi di figurazione possibili (pittura, disegno, scultura, fotografia….) e tutte le loro reciproche interferenze ho scelto di occuparmi soprattutto di fotografia e grafica cercando di integrare la presentazione dei lavori con brevi note a carattere narrativo

Le superfici in genere, quelle metalliche, le pietre, esposte agli agenti atmosferici reagiscono con una chimica di colori che fa pensare ai quadri di un pittore di ispirazione astrattista che sgretola le forme disegnate sulla sua tela nel tentativo di ridurre tutto a puro colore.
Nel mio passato da (pseudo)fotografo distinguo due periodi, due archi temporali caratterizzati da due modi radicalmente opposti di intendere la fotografia. Il primo periodo è stato quello degli esordi e degli entusiasmi. Fra la fine degli anni ’60 e gli inizi degli anni ’80 ho vissuto un crescendo di interesse per la “macchina fotografica” da intendere e usare come strumento per esplorare e sperimentare le estensioni estetiche della realtà circostante. Non ero strettamente interessato alla capacità della macchina fotografica di cristallizzare i soggetti e gli avvenimenti di cronaca. Non che mi mancasse la curiosità per gli indirizzi di fotografia professionale tipo il reportage, la fotografia di indagine sociale, l’etno-fotografia… Se avessi potuto praticarle ne avrei ricavato delle passioni incontenibili ma essendo il bacino di soggetti al quale potevo attingere piuttosto piccolo e limitrofo e non disponendo di tantissimo tempo ho rivolto i miei interessi ad un uso più creativo e “sperimentale” dell’obbiettivo fotografico. Dove per approccio sperimentale intendo l’uso della macchina fotografica come strumento per testare le emozioni estraibili dalle immagini colte come fotogrammi. In questo sono stato istigato forse da una certa sensibilità per la pittura impressionista e più in generale per tutta l’arte figurativa dell’800 e della prima metà del ‘900.

Riporto da fonte (per me) anonima una definizione di “fotografia” che mi ha stimolato in molte riflessioni: “la fotografia e quella che fra le tante immagini riflesse riesce a superare l’intricata, brulicante e rumorosa barriera della nostra indifferenza per rivelare gli innumerevoli aspetti dell’universo che ci circonda”. Per questo ritengo che tutte le fotografie siano interessanti.
Ho molto da dire sull’esperienza di fotografia che ho fatto negli anni ’70 e approfondisco l’argomento in una sezione dedicata che a dispetto della cronologia considero l’ultima di questo lavoro.
Nella prossima sezione, Percorsi, tratterò invece del periodo che parte dagli inizi del 2000 e giunge finora tentando di spiegare come è cambiata per me la maniera di fare fotografia.
Ho predisposto anche una pagina di Galleria per dare al visitatore una vista di insieme utile ad orientare la visita verso interessi particolari.