In questa sezione voglio mettere in evidenza la ricchezza di contrasti e di suggerimenti derivanti dall’osservazione di un territorio di confine che è facilmente oggetto dell’esperienza di tutti. O quasi. Non occorre andare in paesi lontani per sperimentare la ricchezza di stimoli sensoriali che vengono dalla frequentazione della riva del mare o più in generale del contesto limite terra-acqua.

La sabbia è un materiale straordinario al quale il mare e il vento danno forme che continuamente si dissolvono. E così i granelli di sabbia partecipano inconsapevolmente alla creazione e alla dissoluzione di straordinarie superfici, incise da geometrie sorprendenti alle quali danno risalto sia la presenza che l’assenza di colore.

Increspature che nella loro momentanea immobilità sembrano interferire reciprocamente, diffrangersi e rifrangersi con la stessa geometria indeterminata di pacchetti d’onda . Fronti che si propagano come perturbazioni di un campo brulicante di particelle instabili. Tutte queste sono le tracce lasciate sulla sabbia dal mare. In un momento ci sono, un momento dopo non più
La tenue trama delle onde di sabbia mi fa pensare al sottile quasi impercettibile flusso delle onde gravitazionali che attraversano l’universo, cosi come sono descritte da molti scienziati. Esse compiono un viaggio, se si può dire, che in realtà è un’infinità di viaggi, poiché sono infinite e più le vie percorribili nello spazio tempo. Le tracce lasciate sulla sabbia dalle onde del mare non sono altro che la sintesi delle infinite strade percorse dalle correnti marine, fissata sulla lavagna sabbiosa, la spiaggia, per un breve intervallo di tempo







